Vaccinazione antinfluenzale: le prove scientifiche

Da sempre l’attività di AURET è stata incentrata nella tutela di diritti e libertà fondamentali e quindi nella lotta contro malasanità, malaffare, conflitti d’interessi, disinformazione istituzionale e, purtroppo, anche contro normative incostituzionali e discriminatorie fondate su menzogne medico-scientifiche e giuridiche; nel fare ciò, a differenza di altri, abbiamo puntato sempre sulla “qualità” del lavoro preferendo:

-. Ricercare e diffondere articoli scientifici pubblicati sulle più importanti riviste e reperibili attraverso i più noti motori di ricerca a partire da Pubmed;

-. Verificare sempre preventivamente le notizie di stampa da pubblicare;

-. Fornire sempre – unici in un desolante panorama di sciocchezze messe in giro da sedicenti “giuristi” da social come da discutibili “professionisti” – precise e puntuali indicazioni giuridiche al fine di consentire alle persone di respingere i molteplici attacchi ai loro diritti ed alle loro libertà evitando di incorrere in guai ulteriori e più seri così come è accaduto in passato coi TdM in giro per l’Italia e più recentemente a problematiche amministrative e penali a Rimini, Pesaro etc;

-. Fornire Linee Guida, modulistica ed informazione tramite social.

Quanto sopra ci ha permesso da una parte di riuscire a contrastare concretamente gli attacchi portati a bambini e famiglie da istituzioni corrotte e dall’altra di venire riconosciuti come validi interlocutori sia sul piano medico-scientifico, che giuridico.

Dopo aver sempre combattuto la degenerazione vaccinale e già evidenziato negli anni scorsi gli studi scientifici relativi all’inutilità/dannosità delle vaccinazioni in genere, specie antinfluenzali, nei confronti degli over 65 anni, nell’autunno 2019 avevamo sollevato il problema legato all’imponente campagna vaccinale antinfluenzale (oltre 140.000 dosi) operata in Lombardia e nel febbraio 2020 avevamo evidenziato l’esistenza di studi scientifici che facevano riferimento al problema della cd “Interferenza virale” e quindi avviato un’indagine tra associati e conoscenti medici, paramedici e ricoverati in ordine alle reali cause dei molteplici decessi verificatisi in quello che abbiamo definito il “Triangolo delle Bermuda lombardo” raccogliendo dati importanti in ordine ad una possibile correlazione come concausa delle vaccinazioni nei decessi stessi.

Tutto ciò, non è passato inosservato agli occhi degli “esperti”: mentre quelli “finti”, al soldo di big-pharma e di interessi economici che nulla hanno a che vedere con la salute dei cittadini, hanno fatto apparentemente finta di nulla cercando in silenzio di ostacolare, anche mediante il divieto di effettuazione delle autopsie sui deceduti apparentemente a causa del covid-19, non tanto la nostra ricerca quanto soprattutto l’accertamento di una verità che avrebbe inesorabilmente condannato la loro corruzione da burattini e quella dei loro burattinai, quelli “veri” ci hanno invece contattati per confrontare le reciproche informazioni e dati.

In tale contesto, l’articolo: “Vaccinazione antinfluenzale: che cosa dicono le prove scientifiche” sottotitolo “Vaccinare in modo indiscriminato anziani, gravide, bambini e sanitari può risultare più dannoso che utile?” pubblicato nei giorni scorsi da Giovanni Fioriti Editore a firma di alcuni prestigiosi medici già noti per la loro indipendenza ed onestà intellettuale come Alberto Donzelli, Paolo Bellavite etc. è solo l’ultimo dei lavori di ricerca della della verità ai quali abbiamo contribuito, ancorché in minima parte.

Nel presentarlo ai nostri associati e simpatizzanti dopo averlo ricevuto in anteprima dagli autori e nell’invitare gli stessi a leggerlo con estrema attenzione ed a diffonderlo tra tutti gli interessati e soprattutto tra medici e paramedici, ci permettiamo di segnalarne alcuni passaggi delle conclusioni che riteniamo fondamentali in ordine all’applicazione pratica in medicina del Principio di Precauzione  del Primum non nocere:

“Quando si decide un provvedimento di sanità pubblica, destinato a individui “sani” (…), ancor più se generalizzato, e a maggior ragione se vincolante, vale la lezione di un maestro di epidemiologia (Rose 1992): una “misura preventiva di massa del 2° tipo” che consiste nell’“aggiungere qualche altro fattore artificiale nella speranza di fornire una protezione […] Comprende l’uso di farmaci […], le vaccinazioni e l’impiego di dosi non fisiologiche di sostanze naturali […] Non si può presumere a priori che queste misure siano sicure, dunque le prove del beneficio e in particolare della sicurezza dovranno essere stringenti. Ciò esclude di fatto l’impiego di questo tipo di misure, salvo là dove il vantaggio offerto sia piuttosto grande, ad esempio in gruppi ad alto rischio, o per rischi comuni o gravi. Esse si possono applicare a una condizione: che i destinatari siano informati degli aspetti noti così come delle incertezze…”. “Questa lezione vale anche per la vaccinazione antinfluenzale. Al di fuori di gruppi ad alto rischio con solide prove di benefici netti (…), per la generalità di anziani, (adulti e) donne gravide, bambini e personale sanitario vi sono ancora sostanziali incertezze sul bilancio tra possibili benefici e danni”.

Da parte nostra, concordiamo con gli autori in ordine al fatto che “aprire la discussione, con l’onere della prova, su “verità” date per scontate e paradigmi non sia un atteggiamento antiscientifico, anzi riteniamo che sia una condizione per lo sviluppo della scienza. Riteniamo che i rappresentanti politici abbiano la responsabilità di assicurare un ambiente antidogmatico favorevole a un dibattito scientifico libero, trasparente, esente da conflitti d’interessi, che metta un impegno razionale nel risolvere i problemi tenendo conto di priorità basate sui dati” e soprattutto sul fatto che “In attesa che ampi RCT pragmatici, indipendenti da sponsor commerciali, con gruppi di controllo appropriati e follow-up esteso, chiariscano se vi siano benefici netti e la loro entità per le popolazioni cui questa vaccinazione è proposta, le prove scientifiche qui documentate consigliano di rinunciare all’obbligo e una moratoria sull’estensione della vaccinazione” per cui “Si ritiene che l’antinfluenzale possa ancora essere offerta in modo gratuito a coloro che liberamente la richiedono, purché siano informati in modo bilanciato delle incertezze esistenti, per consentire davvero una scelta e un consenso informati, principio cardine per qualsiasi attività sanitaria, che ne costituisce la legittimazione (Lavra 2017)”.

Quanto sopra, in barba agli atteggiamenti antiscientifici, antigiuridici, incostituzionali e financo illogici portati avanti da sedicenti “Patti per la (anti) scienza”; perché anche in questo, noi siamo diversi, molto diversi e ce ne vantiamo!

LIBERTÀ!!!

AURET, il presidente

 Avv. Roberto Mastalia