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CORONAVIRUS, DISINFORMAZIONE E DEMOCRAZIA

Analisi del Prof. Marco Mamone Capria Matematico ed Epistemologo presso l’Università di Perugia (IV edizione)

<<Che cosa sta succedendo in Italia da un punto di vista sanitario? Sembrerebbe una domanda retorica, vista l’occupazione, da quattro mesi, dello spazio dell’informazione da parte di una sola tematica: l’epidemia di covid-19.

In prima approssimazione, e per fissare la terminologia, il covid-19 è una sindrome respiratoria correlata a un nuovo coronavirus umano, detto SARS-CoV-2 o, per brevità, cov-2 (“covid” sta per “coronavirus disease”, cioè malattia da coronavirus, mentre SARS sta per “Severe Acute Respiratory Syndrome”, cioè sindrome respiratoria acuta grave). Il cov-2 appartiene a una specie di coronavirus «che contiene centinaia di virus noti prevalentemente isolati da umani e diversi pipistrelli» [1].

In questi mesi se i notiziari hanno trattato di qualsiasi altro argomento, è stato quasi esclusivamente in relazione a questa epidemia: sembrava che non ci fosse nessun altro fatto indipendente, per esempio di politica nazionale o internazionale, su cui valesse la pena di dirigere l’attenzione dei cittadini.

Ogni anno muoiono 3,1 milioni di bambini di sottonutrizione, la principale causa della quale è la povertà [2]. È una statistica di cui non si è mai sentito parlare (tranne che come considerazione collaterale nella forma: come faranno ad affrontare il covid19?…). 

Il fatto che si parli tanto di un solo tema non significa necessariamente che si stia facendo un’informazione corretta. Meno ancora ci si può considerare garantiti da quelle agenzie che esistono apposta per bollare come falsa qualsiasi opinione o notizia in contrasto con la verità governativa.

Nel seguito si presenta, nella forma di domande e risposte, un nucleo di informazioni documentate che permettono di farsi un’idea più attendibile dell’attuale epidemia. Dato che si tratta di una materia tuttora “in evoluzione” e sulla quale sono disponibili informazioni incomplete e spesso difettose (e non è affatto ovvio che a ciò si porterà rimedio molto presto), sono consapevole della provvisorietà di parte di quanto qui esposto, ma bisogna stare in guardia anche con le fonti più “autorevoli”, che, a parte più o meno evidenti conflitti di interesse, spesso si contraddicono. >>

Ci chiediamo perchè tutto questo terrorismo mediatico, come afferma anche il Prof. Mamone, “prima di allarmare la popolazione con strane divinazioni sull’evoluzione del covid-19 ci sarebbe stato bisogno di fornire prove molto convincenti”. Perché i media continuano a “sparare numeri”? Perchè la politica non basa le decisioni su dati concreti? Perchè i nostri governanti stanno preannunciando obblighi  per la prossima stagione?

Dalla ampia analisi elaborata dal Prof. Mamone evidenziamo e riportiamo:

<<La proporzione dei casi di influenza è un’informazione importante per valutare, in generale, l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale?

Ovviamente sì.

La vaccinazione antinfluenzale protegge, se gli antigeni vaccinali combaciano con i ceppi influenzali realmente circolanti, il che varia da stagione a stagione, contro 3 o 4 di tali agenti (secondo le formulazioni del vaccino), e poco efficacemente [19, 20]. Per esempio, anche per i CDC statunitensi [21] la protezione fornita dalla vaccinazione antinfluenzale contro i soli virus influenzali in questa stagione è stata, dal 23 ottobre al 25 gennaio e negli USA, del 45%.

Anche quando siamo in un anno molto fortunato, cioè se gli antigeni contenuti nel vaccino messo in commercio combaciano perfettamente con i ceppi virali A e B circolanti, la vaccinazione di massa non eviterà più del 15% dei casi di similinfluenza. Che le campagne vaccinali non alterano l’incidenza delle similinfluenze-non-influenze è stato verificato in studi osservativi [22]. L’efficacia è in generale così bassa che la nozione di “immunità di gregge” ottenuta mediante vaccino non si applica [20].

Naturalmente per giudicare dell’opportunità di assumere il vaccino annuale il cittadino razionale metterà in conto anche gli effetti avversi di questo particolare tipo di farmaco.>>

Inoltre:

 <<Ci potrà essere una seconda “ondata” del covid-19? È possibile, ma solo nel senso che le similinfluenze circolano (con maggiore o minore intensità) per tutto l’anno [11-14, 30]: da quanto detto nella domanda precedente, però, è molto improbabile che si verifichi tra maggio e agosto in una forma che possa destare preoccupazioni sanitarie (e in particolare saturazione dei reparti di emergenza degli ospedali). Come già detto, fare confronti diretti e precisi con gli altri anni ci è impedito dall’artificiosa e scientificamente inconsistente limitazione alla sola “stagione influenzale” e, a livello analitico, ai soli virus influenzali della sorveglianza coordinata dall’ISS. Tuttavia ci può confortare una dichiarazione di Adrian Hill, il direttore di ricerca del gruppo di Oxford che lavora allo sviluppo di un vaccino anti-covid-19: «È una gara, sì. Ma non è una gara con i concorrenti. È una gara contro il virus che sta sparendo, e contro il tempo» [32]. In altre parole, il prof. Hill teme di non poter sperimentare il vaccino su abbastanza soggetti perché non si sta infettando quasi più nessuno e quindi le “cavie umane” vaccinate non rischierebbero di infettarsi, del tutto indipendentemente dal proprio stato vaccinale. Mi compiaccio del fatto che anche a Oxford ci sia una certa consapevolezza del declino stagionale delle infezioni similinfluenzali. Meno rassicurante è che, su queste premesse tutt’altro che rassicuranti, il governo italiano abbia già prenotato, alla cieca (per essere benevoli), milioni di dosi del fantomatico vaccino dilapidando denaro dei contribuenti che sarebbe stato molto meglio impiegato per il sollievo delle famiglie in disagio economico [33].>>

<<Perché si invoca il vaccino come la soluzione definitiva del problema covid-19? Ci sono evidentemente interessi economici più che ragguardevoli, e c’è anche una prospettiva politica autoritaria che in generale si accorda molto bene con le campagne vaccinali di massa, poiché considera i cittadini pressappoco come un allevatore considera i capi di bestiame. Per quanto riguarda i profitti delle industrie farmaceutiche, è chiaro che vendere centinaia di milioni di dosi di vaccino in tutto il mondo a governi che saranno per ciò stesso coinvolti nella pubblicizzazione e somministrazione di questo medicinale, e che si assumeranno per giunta l’impegno di indennizzare i cittadini per eventuali gravi reazioni avverse (da negare ad oltranza anche per questo), è un enorme affare. Se ci si aggiunge che i governi saranno spesso disponibili (in Italia lo abbiamo visto nella forma più sconcertante nel 2017) a introdurre forme di obbligo vaccinale che nascondono la violazione di diritti costituzionali sotto ricatti pecuniari (multe), sociali (divieto di accesso a certe strutture pubbliche) o lavorativi (divieto di svolgere certe mansioni), ecco che ci troviamo davanti a un’immensa macchina del profitto con rischi d’impresa molto ridotti. Per rendersi conto che queste non sono considerazioni teoriche, bastava leggere il 24 maggio che «questa settimana il gigante farmaceutico AstraZeneca ha annunciato un contratto da 1,2 miliardi di dollari con il governo USA per produrre 400 milioni di dosi del non provato vaccino» del Prof. A. Hill di Oxford, e che «intanto il governo britannico ha convenuto di pagare fino a 100 milioni di dosi, aggiungendo che 30 milioni di dosi potrebbero essere pronte per i cittadini inglesi già a settembre» [165, 166]. Queste cifre, del resto molto parziali, danno però un’idea del volume di affari prevedibile per un vaccino destinato letteralmente a tutto il mondo – e indicano anche quale credito dare a quegli opinionisti che trattano la produzione dei vaccini come una specie di pratica di beneficenza dell’industria farmaceutica. In particolare, il 13 giugno è stata annunciata la partecipazione del governo italiano all’acquisto di 400 milioni di dosi di questo «non provato vaccino», e il ministro Speranza (nomen omen, stavolta è il caso di dirlo) ha dichiarato, non si sa su quali basi e con quale competenza: «Il vaccino è l’unica soluzione definitiva al Covid 19» [33]. D’altra parte, il vaccino prossimo venturo è uno straordinario alibi. Se il problema italiano non è stato il definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, con negli ospedali pochi posti letto e molti reparti contaminati, non il cronico inquinamento atmosferico delle province italiane più colpite, non i sistematici errori diagnostici, non il panico creato nella cittadinanza dalle autorità e dai media – ma… l’assenza di un vaccino non ancora scoperto, allora ecco risolti tutti i problemi (nel modo solito: cioè cessando di parlarne) e, soprattutto, ecco assolti tutti i responsabili. invece, nonostante oggi alcuni esortino all’unità, alla coesione, all’astensione dalle polemiche, all’abbraccio (simbolico!) sotto il tricolore ecc., è necessario che si proceda il prima possibile a fare chiarezza, con il contributo di tutti gli interessati, sulle responsabilità politiche, istituzionali e dei consulenti scientifici per questa sconfitta della sanità italiana (e particolarmente lombarda), e trarne le conseguenze giudiziarie. – Il vaccino che è stato prenotato dal governo italiano che credenziali di efficacia e sicurezza ha? Nessuna. Come al solito il vaccino è stato provato su “modelli animali”, che in questo caso sono stati topi e macachi Rhesus adulti [167]. Nei topi si è riscontrata una «risposta immunogenica». Dei macachi, 6 sono stati vaccinati, 3 no, e tutt’e 9 sono stati poi infettati con cov-2. Sono stati tenuti in osservazione per una settimana e poi sono stati tutti uccisi. 

In conclusione:

<<Insomma con un’economia in ginocchio e un futuro quanto mai incerto, il governo in carica non ha trovato di meglio che dilapidare 330 milioni di euro in vaccini. (L’attendibilità di quanto dichiarato dal ministro Gualtieri sul covid-19 può facilmente essere verificata dal lettore di questo articolo). Per le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici nelle zone 1 e 2 con pericolosità sismica alta e medio-alta (rispettivamente) sono stati invece stanziati 100 milioni di euro, anche se quegli edifici sono frequentati da «circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni» [216, 217] e, al 23 giugno, il covid-19 ha colpito (casi positivi) 6002 ragazzi fino a 19 anni, con in tutto 4 vittime [218]. Il presidente del Consiglio ha dichiarato il 25 giugno: «Stiamo lavorando per consentire a tutti gli studenti e le studentesse di tornare a scuola a settembre in presenza nella massima sicurezza». Si riferiva ai suddetti 4,5 milioni di studenti?>>

Qui segue l’analisi del Prof. Mamone Capria, completa e dettagliata con tutti i riferimenti.
Tuttavia il quadro generale, a tre mesi dalla prima edizione (30 marzo) è adesso molto meglio definito, e sostanzialmente le informazioni emerse successivamente hanno confermato
o completato le principali congetture avanzate.

 

COVID-19: UNA PATOLOGIA DI UNA SOCIETA’ MALATA

È importante ricordare che la nostra società non soffre solo di patologie nel senso medico del termine. Siamo anche malati di un’informazione distorta e propagandistica, i cui esponenti si costituiscono in inquisizione per spegnere sul nascere i tentativi di rettificarla, lanciandosi in attacchi contro i presunti fomentatori di “fake news” – il nuovo anglismo con cui si cerca di evitare di entrare nel merito delle critiche limitandosi a denigrarle. Il risultato è un malessere informativo – che possiamo chiamare “infodemia” – quotidianamente diffuso tra i cittadini, che subiscono danni di varia natura: disorientamento, paura e disponibilità ad accettare qualunque “verità rivelata”, per quanto infondata o irrazionale. Una caratteristica dell’infodemia è quella di travisare le conclusioni riportate in alcune pubblicazioni scientifiche, trasformando ipotesi di lavoro in verità assolute. Tali verità vengono poi regolarmente smentite da altri risultati, che dipingono una diversa, e a volte opposta, realtà. La selezione delle ricerche su cui fare leva permette un arbitrio completo sulle pretese basi scientifiche dei processi decisionali, e gli stessi risultati possono essere trattati come canonici quando fa comodo e ridicolizzati quando non fa più comodo. La scienza, dipinta come unica dispensatrice di verità, è in effetti amministrata da presunti esperti capaci di negare anche l’evidenza, e che a volte mostrano sintomi anche esteriori di psicopatia. Tutto questo senza un’analisi complessiva delle evidenze disponibili che le collochi in un quadro coerente ed equilibrato.

La crisi Covid-19

Nella gestione della presunta emergenza sanitaria del covid-19, gli esempi di tale situazione sono innumerevoli. Si va dalle dichiarazioni apodittiche sull’assoluta e riconosciuta impossibilità di nuocere del SARS-Cov-2, alla descrizione del suo terribile potere patogeno (naturalmente da parte dello stesso sedicente esperto e a pochi giorni di distanza), dalle commosse celebrazioni dei morti(”avrebbe compiuto cent’anni tra qualche settimana”, lasciando intendere che questa pandemia ha stroncato una vita che poteva battere ogni record di longevità) al ridicolo sovradimensionamento delle morti attribuite al SARS-Cov-2 (che ha suscitato scandalo persino in rappresentanti dell’Ordine dei Medici). Questa premessa è necessaria per capire come le statistiche possano essere ignorate, nascoste, mal interpretate o addirittura piegate ad interpretazioni di fantasia.

Qui segue la recente pubblicazione completa del Prof. Stefano Dumontet e del Prof. Marco Mamone Capria

IL PUNTO SULLA MASCHERINA-Dott. P. Gottarelli, Medico

Di Paolo Gottarelli*

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La disinformazione mediatica ha fatto credere alla popolazione che con l’uso delle mascherine, anche se FP2 o FP3, non si trasmette il COVID 19. FALSO!

Il motivo è semplice ed è legato alle dimensioni della struttura della mascherina cioè alle dimensioni della trama tessile rispetto alle dimensioni del virus. Per dare una idea bisogna sapere che i virus non sono visibili al microscopio ottico, per vederli bisogna usare il microscopio elettronico. La punta di uno spillo può accogliere circa 10.000 virus!

Le mascherine pertanto hanno la sola funzione di evitare di “sputare” in faccia alla gente quando si è a distanza ridotta. Si deve inoltre tenere in considerazione il fatto che la  mascherina andrebbe cambiata più volte al giorno, sia perché diventa un ricettacolo di polveri e batteri, ma anche perché quando è leggermente bagnata da muco nasale e da saliva ed anche da vapore acqueo, il tessuto bagnato diventa un ottimo conduttore fra ambiente esterno ed interno alla mascherina stessa.

Viste le ridottissime dimensioni del virus (120 nanometri), gli unici ausili efficaci da usarsi sono delle vere e proprie maschere antigas oppure maschere aderenti con bordi sigillanti in silicone e dotate di particolari filtri a 4 strati (almeno!) denominati ULPA. Questi filtri, normalmente usati per aspirare fumi inquinati, sono gli unici a potere filtrare con certezza anche i virus.

Riguardo l’uso consigliato e propagandato, quando addirittura uso obbligatorio, dei guanti in lattice, la disinformazione è ancora peggiore!

Affinché il guanto possa essere un ausilio utile ed efficace bisognerebbe sostituirlo in continuazione perché il lattice trattiene virus e batteri e dopo pochi contatti diventa un  vero e proprio terreno di coltura del peggio del peggio.

Almeno la cute è fisiologicamente dotata di una serie di batteri, virus e funghi che compongono il cosiddetto MICROBIOTA cutaneo. Ricordiamo che oltre al microbiota intestinale, che è quello che ci difende dalle malattie presiedendo all’80% del sistema immunitario, esistono pure specifici ed indispensabili microbiota a livello buccale (della bocca), nasale, genitale, ecc.

Pertanto l’uso di guanti, se non cambiati di frequente, risulta essere addirittura pericoloso e nocivo.

Un ultimo consiglio da rinologo e chirurgo nasale riguarda un aspetto del quale non si parla mai. L’importanza del naso per la respirazione la conosciamo ma poco si dice riguardo all’importantissima azione FILTRANTE del naso e delle coane. Grazie infatti alla presenza dei peli intranasali (le vibrisse) dei turbinati inferiori (che oltre che a filtrare ed umidificare l’aria , la riscaldano), il tortuoso passaggio intranasale dell’aria ha un potere fondamentale di filtrazione , che purtroppo perdono le persone che respirano a bocca aperta!

Pertanto non strappate i peli intranasali e cercate sempre di respirare a bocca chiusa. Ciò facendo eviteremo di spargere goccioline di saliva nell’ambiente ed allo stesso tempo ci proteggeremo dalla inalazione buccale di polveri , batteri e virus.

Prof. Dott. Paolo Gottarelli

 

 

 *Prof. Dott. Paolo Gottarelli, Via D’Azeglio, 57 – 40123 Bologna, Italy – Tel. 051.342912 – fax 051.345986 – www.paologottarelli.com – mail:info@paologottarelli.it

Laureato in Medicina e Chirurgia con punti 110/110 e Lode presso l’Università degli studi di Bologna nel 1978.

– Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva presso UniPd nel 1991.

– Specialista in Odontostomatologia presso UniBo nel 1981

– Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Chirurgia Plastica Estetica conseguito presso UniPv.

– Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Chirurgia della Piramide Nasale conseguito presso UniSi.

– Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Biomateriali conseguito presso UniBo.

– Dal 1992 al 2007 Professore a contratto presso UniFe, Clinica Otorinolaringoiatria, con l’insegnamento di “Tecniche Chirurgiche Correttive Estetico Funzionali della Piramide Nasale”;

– Dal 1992 al 1995 Professore a contratto presso UniBo, Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione, con l’insegnamento integrativo di ”Principi di Chirurgia Plastica”.

– Dal 1992 al 1994 Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Odontoiatria e Protesi Dentale di Bologna, con l’insegnamento integrativo di ”Terapia Chirurgica delle Precancerosi del cavo orale”.

– Dal 1992 al 1993 Professore a contratto presso l’Istituto Superiore di Medicina Olistica ed Ecologia dell’Università di Urbino.

– Docente di Odontostomatologia e Chirurgia Plastica Ricostruttiva in molteplici corsi e seminari.

– Ha tenuto molteplici Lezioni Magistrali ed è stato relatore in molteplici Corsi e Convegni internazionali

MASCHERINE: USO CORRETTO E PARERI SCIENTIFICI

Riportiamo in corsivo alcuni stralci (le evidenziature in grassetto sono le nostre) dell’ articolo del 29 aprile qui pubblicato col titolo altisonante: Ma siamo proprio sicuri delle mascherine obbligatorie?”, che riporta, a sua volta, la Lettera aperta della:

Fondazione Allineare Sanità e Salute
Fondazione per la Salutogenesi 
Gruppo NoGrazie
ISDE Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica Onlus.

<<“la Scienza” non proclami dogmi, ma accetti di mettersi civilmente in discussione. Confutare – certo, con l’onere della prova – “verità” date per scontate non è affatto atteggiamento antiscientifico. Pensiamo che i rappresentanti politici abbiano la responsabilità di assicurare un ambiente antidogmatico favorevole ad un dibattito scientifico libero, trasparente ed esente da conflitti d’interessi, come garanzia di un reale progresso delle conoscenze e del benessere della società.>>

Pericoloso fare attività motoria con la mascherina! “Rischiate l’alcalosi e lo svenimento“.

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Pubblichiamo, inoltre, l’interessante intervento del Dottor Alberto Macis dell‘Istituto di Medicina dello Sport della FMSI, e coordinatore regionale antidoping Sardegna. In relazione all’utilizzo delle mascherine durante l’attività sportiva, modalità che alcune regioni starebbero valutando nella Fase 2, il dottore ha dichiarato:

la mascherina è controproducente, se indossata durante la corsa o, comunque, durante l’attività motoria. Parliamo, naturalmente, di mascherine chirurgiche, che hanno lo scopo di proteggere gli altri dalla vaporizzazione del respiro di chi le indossa. I ‘droplet’, le goccioline che veicolano il virus, vengono bloccate, proteggendo le persone che stanno accanto. Capisco che chi governa debba decidere facendo attenzione alla testa degli altri, ma la mascherina crea problemi”.

“Se, per esempio, la si indossa durante un test da sforzo, io medico sono protetto da eventuali vaporizzazioni. Ma chi si sottopone a sforzo, con la mascherina che copre naso e bocca, respira una quantità maggiore di anidride carbonica, rischiando di andare in alcalosi e quindi rischiando lo svenimento. Perché, in questo modo, si respira una miscela di anidride carbonica superiore a quella presente nell’aria”.

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Infine, l’articolo: “La mascherina sbagliata non serve a nulla. Ecco come scegliere quella giusta

“A chiarirlo un position paper dell’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuali e collettivi. Quelle da usare sono le semimaschere filtranti antipolvere: si tratta di dispositivi che coprono il naso, la bocca e il mento, costituiti interamente o in larga parte da materiale filtrante e idonei a proteggere contro gli aerosol sia solidi sia liquidi”. 

Medici AMPAS: “Da medici vogliamo ribadire l’importanza del rispetto della libertà di scelta di cura così come costituzionalmente definita”

Alcuni passaggi del Comunicato dei medici AMPAS del 21/4/2020 (in grassetto e/o rosso le nostre evidenziature).
“L’appello dei medici del gruppo della medicina di segnale (735 iscritti all’AMPAS, di cui tanti impegnati in prima linea), preoccupati per le possibili derive autoritarie in atto, desiderano fare chiarezza circa la possibilità che siano lesi dei diritti costituzionalmente garantiti per i cittadini”.
“Noi medici siamo colpevoli di non aver adeguatamente contrastato, due anni fa, una legge che toglieva al pediatra di fatto ogni dignità e autonomia decisionale. Ricordiamoci che una lesione di diritti non giustificata è sempre la premessa ad altre possibili lesioni“.
Gli attori  ‘scientifici’ della redazione e della promozione della citata legge Lorenzin non sembrano essere molto diversi dai “consulenti” dell’emergenza di oggi. Ci chiediamo se le informazioni provenienti dalle figure che operano come consulenti del Ministero della Salute siano diffuse con la comunicazione dei conflitti di interesse che essi possano avere con aziende del settore. Non sarebbe etico né lecito avere consiglieri che collaborano con grandi aziende farmaceutiche“.
“Vediamo invece giornalisti che festeggiano la “cattura” di un povero runner sulla spiaggia da parte di un massiccio spiegamento di forze, e la sistematica cancellazione di ogni accenno a diversi sistemi di cura rispetto alla “narrazione ufficiale” del salvifico vaccino, si tratti di vitamina C o di eparina, in totale assenza di contraddittorio“.
“Da medici vogliamo ribadire l’importanza del rispetto della #LIBERTÀ di scelta di cura così come costituzionalmente definita.”
Medici migliori, in un paese migliore
AMPAS