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Il “Piano del parto”

Parto: scegliere consapevolmente.

Mancano poche settimane alla data presunta del parto e sono tanti i desideri e le aspettative che assalgono le future mamme e i futuri papà.

“Sarò costretta a partorire sdraiata?”, “Potrò avere mio figlio da subito?”, “Il papà potrà assistere al parto?”

Queste sono solo alcune delle domande che spesso i futuri genitori si pongono.

Con il Piano del Parto si possono esprimere le proprie scelte.

Si tratta di un documento nel quale puoi indicare ciò che desideri venga fatto e non fatto durante il tuo parto, naturalmente in condizioni di fisiologia. Si chiede di voler rispettare il più possibile la tranquillità e i tempi di mamma e bambino. Insomma si chiede semplicemente il rispetto della donna, della coppia e dei loro desideri principali senza eccessiva medicalizzazione.

Il  Piano del parto va portato in ospedale all’ultima visita ossia al controllo del termine, oppure direttamente in travaglio, chiedendo che venga allegato alla cartella clinica. Una volta inserito in cartella diventa in tutto e per tutto un documento ufficiale a cui il personale deve attenersi il più possibile (salvo complicazioni di cui è obbligato a rendervi partecipi).

Riflettere su cosa è il parto, sulle proprie aspettative, non delegando a priori il personale, rende la coppia genitoriale consapevole e responsabile in un momento importante per la propria vita.

Inoltre la rende in grado di capire ciò che viene fatto ed il perché viene fatto, a prevenzione anche di quelle forme di violenza ostetrica di cui si sente parlare negli ultimi tempi.

Presentando il proprio Piano del parto al responsabile della struttura/sala parto, si potrà discutere dei singoli punti elencati nel documento, diventando quindi un utile strumento da utilizzare anche per la scelta del centro nascita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci aiuta a capire quali sono le buone pratiche che, secondo gli studi scientifici, dovrebbero essere in atto per assistere la partoriente. Per scrivere un Piano del parto possiamo anche attingere tra queste raccomandazioni.

Eccovi riportati i 15 punti che secondo l’Organizzazione rappresentano la buona pratica.

  1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta – familiare o non – e poter ricevere visite nel periodo post-natale.
  2. A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venir garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura.
  3. L’induzione al travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche e in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
  4. Non c’è nessuna giustificazione in nessuna regione geografica per avere più del 10 – 15% di cesarei.
  5. Non c’è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva: parti vaginali, dopo un cesareo, dovrebbero venir incoraggiati.
  6. Non c’è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.
  7. La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e su richiesta, si raccomanda solo in uno stato avanzato del travaglio.
  8. Durante il travaglio si dovrebbero evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici.
  9. Il monitoraggio elettronico fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolari selezionare e nel travaglio indotto.
  10. Si raccomanda di non mettere la donna nella posizione supina durante il travaglio e il parto: si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio e a scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto.
  11. L’uso sistemico dell’episiotomia non è giustificato.
  12. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettono: nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre.
  13. Si deve promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto.
  14. L’allattamento costituisce l’alimentazione normale e ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili.
  15. In gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poiché attraverso una educazione e un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno. Si devono incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e a offrirgli il seno ogni volta che il bambino lo richiede.

Articolo a cura di Laura Capossele, Ostetrica, Custode della Nascita®.

Fac Simile Piano del Parto

Medici AMPAS: “Da medici vogliamo ribadire l’importanza del rispetto della libertà di scelta di cura così come costituzionalmente definita”

Alcuni passaggi del Comunicato dei medici AMPAS del 21/4/2020 (in grassetto e/o rosso le nostre evidenziature).
“L’appello dei medici del gruppo della medicina di segnale (735 iscritti all’AMPAS, di cui tanti impegnati in prima linea), preoccupati per le possibili derive autoritarie in atto, desiderano fare chiarezza circa la possibilità che siano lesi dei diritti costituzionalmente garantiti per i cittadini”.
“Noi medici siamo colpevoli di non aver adeguatamente contrastato, due anni fa, una legge che toglieva al pediatra di fatto ogni dignità e autonomia decisionale. Ricordiamoci che una lesione di diritti non giustificata è sempre la premessa ad altre possibili lesioni“.
Gli attori  ‘scientifici’ della redazione e della promozione della citata legge Lorenzin non sembrano essere molto diversi dai “consulenti” dell’emergenza di oggi. Ci chiediamo se le informazioni provenienti dalle figure che operano come consulenti del Ministero della Salute siano diffuse con la comunicazione dei conflitti di interesse che essi possano avere con aziende del settore. Non sarebbe etico né lecito avere consiglieri che collaborano con grandi aziende farmaceutiche“.
“Vediamo invece giornalisti che festeggiano la “cattura” di un povero runner sulla spiaggia da parte di un massiccio spiegamento di forze, e la sistematica cancellazione di ogni accenno a diversi sistemi di cura rispetto alla “narrazione ufficiale” del salvifico vaccino, si tratti di vitamina C o di eparina, in totale assenza di contraddittorio“.
“Da medici vogliamo ribadire l’importanza del rispetto della #LIBERTÀ di scelta di cura così come costituzionalmente definita.”
Medici migliori, in un paese migliore
AMPAS

MASCHERINE: USO CORRETTO E PARERI SCIENTIFICI

Riportiamo in corsivo alcuni stralci (le evidenziature in grassetto sono le nostre) dell’ articolo del 29 aprile qui pubblicato col titolo altisonante: Ma siamo proprio sicuri delle mascherine obbligatorie?”, che riporta, a sua volta, la Lettera aperta della:

Fondazione Allineare Sanità e Salute
Fondazione per la Salutogenesi 
Gruppo NoGrazie
ISDE Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica Onlus.

<<“la Scienza” non proclami dogmi, ma accetti di mettersi civilmente in discussione. Confutare – certo, con l’onere della prova – “verità” date per scontate non è affatto atteggiamento antiscientifico. Pensiamo che i rappresentanti politici abbiano la responsabilità di assicurare un ambiente antidogmatico favorevole ad un dibattito scientifico libero, trasparente ed esente da conflitti d’interessi, come garanzia di un reale progresso delle conoscenze e del benessere della società.>>

Pericoloso fare attività motoria con la mascherina! “Rischiate l’alcalosi e lo svenimento“.

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Pubblichiamo, inoltre, l’interessante intervento del Dottor Alberto Macis dell‘Istituto di Medicina dello Sport della FMSI, e coordinatore regionale antidoping Sardegna. In relazione all’utilizzo delle mascherine durante l’attività sportiva, modalità che alcune regioni starebbero valutando nella Fase 2, il dottore ha dichiarato:

la mascherina è controproducente, se indossata durante la corsa o, comunque, durante l’attività motoria. Parliamo, naturalmente, di mascherine chirurgiche, che hanno lo scopo di proteggere gli altri dalla vaporizzazione del respiro di chi le indossa. I ‘droplet’, le goccioline che veicolano il virus, vengono bloccate, proteggendo le persone che stanno accanto. Capisco che chi governa debba decidere facendo attenzione alla testa degli altri, ma la mascherina crea problemi”.

“Se, per esempio, la si indossa durante un test da sforzo, io medico sono protetto da eventuali vaporizzazioni. Ma chi si sottopone a sforzo, con la mascherina che copre naso e bocca, respira una quantità maggiore di anidride carbonica, rischiando di andare in alcalosi e quindi rischiando lo svenimento. Perché, in questo modo, si respira una miscela di anidride carbonica superiore a quella presente nell’aria”.

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Infine, l’articolo: “La mascherina sbagliata non serve a nulla. Ecco come scegliere quella giusta

“A chiarirlo un position paper dell’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuali e collettivi. Quelle da usare sono le semimaschere filtranti antipolvere: si tratta di dispositivi che coprono il naso, la bocca e il mento, costituiti interamente o in larga parte da materiale filtrante e idonei a proteggere contro gli aerosol sia solidi sia liquidi”. 

IL PUNTO SULLA MASCHERINA-Dott. P. Gottarelli, Medico

Di Paolo Gottarelli*

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La disinformazione mediatica ha fatto credere alla popolazione che con l’uso delle mascherine, anche se FP2 o FP3, non si trasmette il COVID 19. FALSO!

Il motivo è semplice ed è legato alle dimensioni della struttura della mascherina cioè alle dimensioni della trama tessile rispetto alle dimensioni del virus. Per dare una idea bisogna sapere che i virus non sono visibili al microscopio ottico, per vederli bisogna usare il microscopio elettronico. La punta di uno spillo può accogliere circa 10.000 virus!

Le mascherine pertanto hanno la sola funzione di evitare di “sputare” in faccia alla gente quando si è a distanza ridotta. Si deve inoltre tenere in considerazione il fatto che la  mascherina andrebbe cambiata più volte al giorno, sia perché diventa un ricettacolo di polveri e batteri, ma anche perché quando è leggermente bagnata da muco nasale e da saliva ed anche da vapore acqueo, il tessuto bagnato diventa un ottimo conduttore fra ambiente esterno ed interno alla mascherina stessa.

Viste le ridottissime dimensioni del virus (120 nanometri), gli unici ausili efficaci da usarsi sono delle vere e proprie maschere antigas oppure maschere aderenti con bordi sigillanti in silicone e dotate di particolari filtri a 4 strati (almeno!) denominati ULPA. Questi filtri, normalmente usati per aspirare fumi inquinati, sono gli unici a potere filtrare con certezza anche i virus.

Riguardo l’uso consigliato e propagandato, quando addirittura uso obbligatorio, dei guanti in lattice, la disinformazione è ancora peggiore!

Affinché il guanto possa essere un ausilio utile ed efficace bisognerebbe sostituirlo in continuazione perché il lattice trattiene virus e batteri e dopo pochi contatti diventa un  vero e proprio terreno di coltura del peggio del peggio.

Almeno la cute è fisiologicamente dotata di una serie di batteri, virus e funghi che compongono il cosiddetto MICROBIOTA cutaneo. Ricordiamo che oltre al microbiota intestinale, che è quello che ci difende dalle malattie presiedendo all’80% del sistema immunitario, esistono pure specifici ed indispensabili microbiota a livello buccale (della bocca), nasale, genitale, ecc.

Pertanto l’uso di guanti, se non cambiati di frequente, risulta essere addirittura pericoloso e nocivo.

Un ultimo consiglio da rinologo e chirurgo nasale riguarda un aspetto del quale non si parla mai. L’importanza del naso per la respirazione la conosciamo ma poco si dice riguardo all’importantissima azione FILTRANTE del naso e delle coane. Grazie infatti alla presenza dei peli intranasali (le vibrisse) dei turbinati inferiori (che oltre che a filtrare ed umidificare l’aria , la riscaldano), il tortuoso passaggio intranasale dell’aria ha un potere fondamentale di filtrazione , che purtroppo perdono le persone che respirano a bocca aperta!

Pertanto non strappate i peli intranasali e cercate sempre di respirare a bocca chiusa. Ciò facendo eviteremo di spargere goccioline di saliva nell’ambiente ed allo stesso tempo ci proteggeremo dalla inalazione buccale di polveri , batteri e virus.

Prof. Dott. Paolo Gottarelli

 

 

 *Prof. Dott. Paolo Gottarelli, Via D’Azeglio, 57 – 40123 Bologna, Italy – Tel. 051.342912 – fax 051.345986 – www.paologottarelli.com – mail:info@paologottarelli.it

Laureato in Medicina e Chirurgia con punti 110/110 e Lode presso l’Università degli studi di Bologna nel 1978.

– Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva presso UniPd nel 1991.

– Specialista in Odontostomatologia presso UniBo nel 1981

– Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Chirurgia Plastica Estetica conseguito presso UniPv.

– Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Chirurgia della Piramide Nasale conseguito presso UniSi.

– Diploma di perfezionamento Post-Universitario, in Biomateriali conseguito presso UniBo.

– Dal 1992 al 2007 Professore a contratto presso UniFe, Clinica Otorinolaringoiatria, con l’insegnamento di “Tecniche Chirurgiche Correttive Estetico Funzionali della Piramide Nasale”;

– Dal 1992 al 1995 Professore a contratto presso UniBo, Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione, con l’insegnamento integrativo di ”Principi di Chirurgia Plastica”.

– Dal 1992 al 1994 Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Odontoiatria e Protesi Dentale di Bologna, con l’insegnamento integrativo di ”Terapia Chirurgica delle Precancerosi del cavo orale”.

– Dal 1992 al 1993 Professore a contratto presso l’Istituto Superiore di Medicina Olistica ed Ecologia dell’Università di Urbino.

– Docente di Odontostomatologia e Chirurgia Plastica Ricostruttiva in molteplici corsi e seminari.

– Ha tenuto molteplici Lezioni Magistrali ed è stato relatore in molteplici Corsi e Convegni internazionali