EVIDENZE SCIENTIFICHE DELLA VACCINAZIONE ANTI-INFLUENZALE

Riceviamo e pubblichiamo il Report EVIDENZE SCIENTIFICHE a cura del Dottor Diego Tomassone

PREMESSA

Il Ministero della salute ha pubblicato la Circolare Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021, elaborata dalla Direzione Generale della Prevenzione sanitaria.

La Circolare, oltre a contenere informazioni sulla sorveglianza epidemiologica e virologica, fornisce raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza attraverso la vaccinazione e le misure di igiene e protezione e raccomanda l’attivazione di campagne di informazione/educazione della popolazione e degli operatori sanitari coinvolti nell’attuazione delle strategie vaccinali.

Dal momento che nella prossima stagione influenzale 2020-2021, non è esclusa una co-circolazione di virus influenzali e SARS-CoV-2, si sottolinea l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare nelle persone ad alto rischio di tutte le età, per semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra COVID-19 e Influenza.Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli accessi al pronto soccorso. La vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni. Per quanto riguarda gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie che operano a contatto con i pazienti e gli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungo degenza, la vaccinazione è fortemente raccomandata nella prospettiva di una iniziativa legislativa che la renda obbligatoria.

Vista l’attuale situazione epidemiologica relativa alla circolazione di SARS-CoV-2, il documento raccomanda di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre e offrire la vaccinazione ai soggetti eleggibili in qualsiasi momento della stagione influenzale, anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Questa campagna di forte raccomandazione tendente all’obbligo, rappresenta una sorta di “traghetto”in attesa del vaccino anti-SARS-Cov2, di cui lo scrivente ha già parlato in questo articolo redatto insieme ad altri liberi pensatori e ricercatori, illustrandone la poca fattibilità ed i rischi già emersi e pubblicati sulla rivista “Nature”.

La motivazione che spinge a raccomandare fortemente il vaccino anti-influenzale, è che lo stesso, secondo i proponenti di questo piano di prevenzione, proteggendo le fasce più deboli della popolazione aiuterà, grazie all’immunizzazione del singolo individuo ed alla ipotetica immunità di gregge,anche a ridurre i casi di contagio per una eventuale seconda ondata di Sars-CoV-2. Purtroppo però questo scenario non solo è ipotetico, ma soprattutto utopistico e non reale, e nella seguente trattazione verrà argomentata ampiamente la posizione di NO obbligo nei confronti del vaccino anti-influenzale, alla luce delle evidenze scientifiche ad oggi note.

Il Report completo con tutti i riferimenti e le evidenze scientifiche segue qui

Muco intestinale alterato spia di malattie neurologiche?

Cambiamenti nel muco che ricoprono il tratto gastrointestinale (GI) possono contribuire allo squilibrio batterico nell’intestino ed esacerbare i sintomi di base di autismo, malattia di Parkinson (PD), malattia di Alzheimer (AD), e sclerosi multipla (SM). È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato online su “Frontiers in Cellular and Infection Microbiology”.

«La nostra ricerca evidenzia l’importanza di affrontare i problemi intestinali che possono essere sperimentati da persone con disturbi cerebrali, secondo una visione olistica che riconosce i modi in cui i problemi gastrointestinali possono determinare un’acutizzazione dei loro sintomi neurologici» scrivono gli autori, guidati da Elisa Hill-Yardin, della RMIT University di Bundoora (Australia).

«Il nostro lavoro dimostra che l’ingegnerizzazione microbica e la modificazione del muco intestinale allo scopo di aumentare una buona flora batterica sono potenzialmente opzioni terapeutiche per i disturbi neurologici» sottolineano.

Un nuovo asse intestino-cervello che coinvolge il microbiota 
I disturbi neurologici e gastrointestinali spesso coesistono. Disordini intestinali spesso sono associati e precedono i sintomi fondamentali delle patologie neurologiche sopra citate ma le cause esatte non sono chiare.

La revisione di 113 studi neurologici, gastroenterologici e microbiologici condotta da Hill-Yardin  e  colleghi indica un filo conduttore: i cambiamenti nel muco intestinale.
In tutti e quattro i disturbi neurologici, ci sono prove di livelli alterati di specie batteriche associate alla mucosa, riferiscono gli autori.

Per esempio, un recente studio che ha coinvolto pazienti con AD che avevano anche sintomi indicativi di sindrome infiammatoria intestinale ha mostrato un’associazione tra disbiosi, o squilibrio microbico, e un aumento dei batteri mucolitici. Allo stesso modo, campioni di feci di pazienti affetti da AD hanno mostrato un aumento dei batteri infiammatori e una diminuzione dei batteri antinfiammatori.

Ricerche precedenti, fanno notare i ricercatori, hanno dimostrato che la disbiosi microbica in pazienti con AD provoca un aumento della permeabilità intestinale che può portare a infiammazione sistemica e compromettere la barriera emato-encefalica.

Uno squilibrio batterico nella mucosa intestinale è evidente anche nei pazienti con autismo, PD e SM. D’altro canto, molteplici pathway rilevanti per l’omeostasi del muco possono essere influenzati da compromissione del sistema nervoso in pazienti con malattie neurologiche, aggiungono gli sperimentatori.

Le alterazioni nel muco intestinale rappresentano una «nuova connessione intestino-cervello che apre nuove strade da esplorare per gli scienziati, così come cerchiamo modi per trattare meglio i disturbi del cervello avendo come bersaglio il nostro “secondo cervello”: l’intestino» affermano Hill-Yardin e colleghi.

«C’è necessità di molta più ricerca per identificare chiaramente le implicazioni cliniche. Se riusciamo a comprendere il ruolo che il muco intestinale svolge nelle malattie cerebrali, possiamo provare a sviluppare trattamenti che sfruttano questa parte precisa dell’asse intestino-cervello» sottolineano.

Dati interessanti ma ricavati da una revisione di altri studi
Questa è «una review interessante, poiché il muco non è un punto focale comune dell’attenzione nella discussione sul potenziale ruolo dei cambiamenti della composizione microbica intestinale (cioè del microbiota) o di altre modificazioni enteriche nel PD e in altri disturbi neurologici» osserva Alessandro Di Rocco, direttore del programma dei disturbi del movimento per la Northwell Health a Great Neck (New York).

«Questo, comunque, è un documento di revisione e costruisce il suo argomento assemblando prove da altri studi, senza una sola prova sperimentale preminente. L’argomento del ruolo del muco è quindi altamente speculativo» avverte Di Rocco.

«L’aspetto più interessante di questo articolo di revisione è che il muco potrebbe essere un potenziale bersaglio terapeutico per un intervento volto a riequilibrare il microbiota o a normalizzare altri cambiamenti osservati nell’intestino dei pazienti con PD, e il muco è probabilmente un bersaglio più facile per un ipotetico trattamento» conclude.

Riferimento bibliografico:
Herath M, Hosie S, Bornstein JC, et al. The Role of the Gastrointestinal Mucus System in Intestinal Homeostasis: Implications for Neurological Disorders. Front. Cell. Infect. Microbiol, 2020 May 28. doi:10.3389/fcimb.2020.00248 [Epub ahead of print]

FONTE

 

CORONAVIRUS, DISINFORMAZIONE E DEMOCRAZIA

Analisi del Prof. Marco Mamone Capria Matematico ed Epistemologo presso l’Università di Perugia (IV edizione)

<<Che cosa sta succedendo in Italia da un punto di vista sanitario? Sembrerebbe una domanda retorica, vista l’occupazione, da quattro mesi, dello spazio dell’informazione da parte di una sola tematica: l’epidemia di covid-19.

In prima approssimazione, e per fissare la terminologia, il covid-19 è una sindrome respiratoria correlata a un nuovo coronavirus umano, detto SARS-CoV-2 o, per brevità, cov-2 (“covid” sta per “coronavirus disease”, cioè malattia da coronavirus, mentre SARS sta per “Severe Acute Respiratory Syndrome”, cioè sindrome respiratoria acuta grave). Il cov-2 appartiene a una specie di coronavirus «che contiene centinaia di virus noti prevalentemente isolati da umani e diversi pipistrelli» [1].

In questi mesi se i notiziari hanno trattato di qualsiasi altro argomento, è stato quasi esclusivamente in relazione a questa epidemia: sembrava che non ci fosse nessun altro fatto indipendente, per esempio di politica nazionale o internazionale, su cui valesse la pena di dirigere l’attenzione dei cittadini.

Ogni anno muoiono 3,1 milioni di bambini di sottonutrizione, la principale causa della quale è la povertà [2]. È una statistica di cui non si è mai sentito parlare (tranne che come considerazione collaterale nella forma: come faranno ad affrontare il covid19?…). 

Il fatto che si parli tanto di un solo tema non significa necessariamente che si stia facendo un’informazione corretta. Meno ancora ci si può considerare garantiti da quelle agenzie che esistono apposta per bollare come falsa qualsiasi opinione o notizia in contrasto con la verità governativa.

Nel seguito si presenta, nella forma di domande e risposte, un nucleo di informazioni documentate che permettono di farsi un’idea più attendibile dell’attuale epidemia. Dato che si tratta di una materia tuttora “in evoluzione” e sulla quale sono disponibili informazioni incomplete e spesso difettose (e non è affatto ovvio che a ciò si porterà rimedio molto presto), sono consapevole della provvisorietà di parte di quanto qui esposto, ma bisogna stare in guardia anche con le fonti più “autorevoli”, che, a parte più o meno evidenti conflitti di interesse, spesso si contraddicono. >>

Ci chiediamo perchè tutto questo terrorismo mediatico, come afferma anche il Prof. Mamone, “prima di allarmare la popolazione con strane divinazioni sull’evoluzione del covid-19 ci sarebbe stato bisogno di fornire prove molto convincenti”. Perché i media continuano a “sparare numeri”? Perchè la politica non basa le decisioni su dati concreti? Perchè i nostri governanti stanno preannunciando obblighi  per la prossima stagione?

Dalla ampia analisi elaborata dal Prof. Mamone evidenziamo e riportiamo:

<<La proporzione dei casi di influenza è un’informazione importante per valutare, in generale, l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale?

Ovviamente sì.

La vaccinazione antinfluenzale protegge, se gli antigeni vaccinali combaciano con i ceppi influenzali realmente circolanti, il che varia da stagione a stagione, contro 3 o 4 di tali agenti (secondo le formulazioni del vaccino), e poco efficacemente [19, 20]. Per esempio, anche per i CDC statunitensi [21] la protezione fornita dalla vaccinazione antinfluenzale contro i soli virus influenzali in questa stagione è stata, dal 23 ottobre al 25 gennaio e negli USA, del 45%.

Anche quando siamo in un anno molto fortunato, cioè se gli antigeni contenuti nel vaccino messo in commercio combaciano perfettamente con i ceppi virali A e B circolanti, la vaccinazione di massa non eviterà più del 15% dei casi di similinfluenza. Che le campagne vaccinali non alterano l’incidenza delle similinfluenze-non-influenze è stato verificato in studi osservativi [22]. L’efficacia è in generale così bassa che la nozione di “immunità di gregge” ottenuta mediante vaccino non si applica [20].

Naturalmente per giudicare dell’opportunità di assumere il vaccino annuale il cittadino razionale metterà in conto anche gli effetti avversi di questo particolare tipo di farmaco.>>

Inoltre:

 <<Ci potrà essere una seconda “ondata” del covid-19? È possibile, ma solo nel senso che le similinfluenze circolano (con maggiore o minore intensità) per tutto l’anno [11-14, 30]: da quanto detto nella domanda precedente, però, è molto improbabile che si verifichi tra maggio e agosto in una forma che possa destare preoccupazioni sanitarie (e in particolare saturazione dei reparti di emergenza degli ospedali). Come già detto, fare confronti diretti e precisi con gli altri anni ci è impedito dall’artificiosa e scientificamente inconsistente limitazione alla sola “stagione influenzale” e, a livello analitico, ai soli virus influenzali della sorveglianza coordinata dall’ISS. Tuttavia ci può confortare una dichiarazione di Adrian Hill, il direttore di ricerca del gruppo di Oxford che lavora allo sviluppo di un vaccino anti-covid-19: «È una gara, sì. Ma non è una gara con i concorrenti. È una gara contro il virus che sta sparendo, e contro il tempo» [32]. In altre parole, il prof. Hill teme di non poter sperimentare il vaccino su abbastanza soggetti perché non si sta infettando quasi più nessuno e quindi le “cavie umane” vaccinate non rischierebbero di infettarsi, del tutto indipendentemente dal proprio stato vaccinale. Mi compiaccio del fatto che anche a Oxford ci sia una certa consapevolezza del declino stagionale delle infezioni similinfluenzali. Meno rassicurante è che, su queste premesse tutt’altro che rassicuranti, il governo italiano abbia già prenotato, alla cieca (per essere benevoli), milioni di dosi del fantomatico vaccino dilapidando denaro dei contribuenti che sarebbe stato molto meglio impiegato per il sollievo delle famiglie in disagio economico [33].>>

<<Perché si invoca il vaccino come la soluzione definitiva del problema covid-19? Ci sono evidentemente interessi economici più che ragguardevoli, e c’è anche una prospettiva politica autoritaria che in generale si accorda molto bene con le campagne vaccinali di massa, poiché considera i cittadini pressappoco come un allevatore considera i capi di bestiame. Per quanto riguarda i profitti delle industrie farmaceutiche, è chiaro che vendere centinaia di milioni di dosi di vaccino in tutto il mondo a governi che saranno per ciò stesso coinvolti nella pubblicizzazione e somministrazione di questo medicinale, e che si assumeranno per giunta l’impegno di indennizzare i cittadini per eventuali gravi reazioni avverse (da negare ad oltranza anche per questo), è un enorme affare. Se ci si aggiunge che i governi saranno spesso disponibili (in Italia lo abbiamo visto nella forma più sconcertante nel 2017) a introdurre forme di obbligo vaccinale che nascondono la violazione di diritti costituzionali sotto ricatti pecuniari (multe), sociali (divieto di accesso a certe strutture pubbliche) o lavorativi (divieto di svolgere certe mansioni), ecco che ci troviamo davanti a un’immensa macchina del profitto con rischi d’impresa molto ridotti. Per rendersi conto che queste non sono considerazioni teoriche, bastava leggere il 24 maggio che «questa settimana il gigante farmaceutico AstraZeneca ha annunciato un contratto da 1,2 miliardi di dollari con il governo USA per produrre 400 milioni di dosi del non provato vaccino» del Prof. A. Hill di Oxford, e che «intanto il governo britannico ha convenuto di pagare fino a 100 milioni di dosi, aggiungendo che 30 milioni di dosi potrebbero essere pronte per i cittadini inglesi già a settembre» [165, 166]. Queste cifre, del resto molto parziali, danno però un’idea del volume di affari prevedibile per un vaccino destinato letteralmente a tutto il mondo – e indicano anche quale credito dare a quegli opinionisti che trattano la produzione dei vaccini come una specie di pratica di beneficenza dell’industria farmaceutica. In particolare, il 13 giugno è stata annunciata la partecipazione del governo italiano all’acquisto di 400 milioni di dosi di questo «non provato vaccino», e il ministro Speranza (nomen omen, stavolta è il caso di dirlo) ha dichiarato, non si sa su quali basi e con quale competenza: «Il vaccino è l’unica soluzione definitiva al Covid 19» [33]. D’altra parte, il vaccino prossimo venturo è uno straordinario alibi. Se il problema italiano non è stato il definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, con negli ospedali pochi posti letto e molti reparti contaminati, non il cronico inquinamento atmosferico delle province italiane più colpite, non i sistematici errori diagnostici, non il panico creato nella cittadinanza dalle autorità e dai media – ma… l’assenza di un vaccino non ancora scoperto, allora ecco risolti tutti i problemi (nel modo solito: cioè cessando di parlarne) e, soprattutto, ecco assolti tutti i responsabili. invece, nonostante oggi alcuni esortino all’unità, alla coesione, all’astensione dalle polemiche, all’abbraccio (simbolico!) sotto il tricolore ecc., è necessario che si proceda il prima possibile a fare chiarezza, con il contributo di tutti gli interessati, sulle responsabilità politiche, istituzionali e dei consulenti scientifici per questa sconfitta della sanità italiana (e particolarmente lombarda), e trarne le conseguenze giudiziarie. – Il vaccino che è stato prenotato dal governo italiano che credenziali di efficacia e sicurezza ha? Nessuna. Come al solito il vaccino è stato provato su “modelli animali”, che in questo caso sono stati topi e macachi Rhesus adulti [167]. Nei topi si è riscontrata una «risposta immunogenica». Dei macachi, 6 sono stati vaccinati, 3 no, e tutt’e 9 sono stati poi infettati con cov-2. Sono stati tenuti in osservazione per una settimana e poi sono stati tutti uccisi. 

In conclusione:

<<Insomma con un’economia in ginocchio e un futuro quanto mai incerto, il governo in carica non ha trovato di meglio che dilapidare 330 milioni di euro in vaccini. (L’attendibilità di quanto dichiarato dal ministro Gualtieri sul covid-19 può facilmente essere verificata dal lettore di questo articolo). Per le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici nelle zone 1 e 2 con pericolosità sismica alta e medio-alta (rispettivamente) sono stati invece stanziati 100 milioni di euro, anche se quegli edifici sono frequentati da «circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16 anni» [216, 217] e, al 23 giugno, il covid-19 ha colpito (casi positivi) 6002 ragazzi fino a 19 anni, con in tutto 4 vittime [218]. Il presidente del Consiglio ha dichiarato il 25 giugno: «Stiamo lavorando per consentire a tutti gli studenti e le studentesse di tornare a scuola a settembre in presenza nella massima sicurezza». Si riferiva ai suddetti 4,5 milioni di studenti?>>

Qui segue l’analisi del Prof. Mamone Capria, completa e dettagliata con tutti i riferimenti.
Tuttavia il quadro generale, a tre mesi dalla prima edizione (30 marzo) è adesso molto meglio definito, e sostanzialmente le informazioni emerse successivamente hanno confermato
o completato le principali congetture avanzate.

 

Vaccinazione antinfluenzale: la posizione di ISDE Italia

Anche i medici ISDE nutrono forti dubbi in merito ai contenuti della Circolare del Ministero della Salute del 5 giugno 2020 con cui si raccomanda un’estesa vaccinazione antinfluenzale che coinvolga anzitutto le seguenti categorie: bambini oltre 6 mesi, anziani oltre 65 anni, donne in gravidanza, sanitari. Tali raccomandazioni in alcune regioni si stanno già trasformando in obblighi, e ciò suscita notevole sconcerto da parte di Associazioni Mediche e di Riviste scientifiche [1] [2].

La principale motivazione avanzata per l’estensione della vaccinazione è l’ipotesi che la maggior copertura vaccinale contro l’influenza sarebbe vantaggiosa nel “semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra Covid19 e Influenza”.

Qui le motivazioni di ISDE Italia che ritiene:

  • la motivazione addotta sia debole e basata su ipotesi non validate in modo adeguato (l’efficacia della vaccinazione si aggira tra il 30 e il 40%): inserire una variabile quale l’incremento della vaccinazione antinfluenzale potrebbe viceversa aumentare anziché diminuire il “rumore di fondo”, con il rischio che i vaccinati pensino, al sorgere di un po’ di febbre o al primo starnuto, di essere affetti da Covid19.
  • una vaccinazione antinfluenzale generalizzata alle suddette categorie non è basata su prove scientifiche adeguate e – al di fuori di specifiche categorie a rischio – ancora non si dispone di un chiaro rapporto favorevole costi/benefici né rischi/benefici.
  • l’obbligo, già anticipato in alcune regioni, appare improprio dal punto di vista scientifico, giuridico ed etico e probabile causa di logoranti contenziosi.

ISDE Italia pertanto, in attesa di avere prove più chiare da ricerche con disegni di alta validità, indipendenti da sponsor commerciali e condotte da ricercatori senza relazioni finanziarie con i produttori, auspica una moratoria su estensioni generalizzate della vaccinazione antinfluenzale e sugli obblighi disposti da alcune Regioni e auspica che:

  • la politica si impegni ad assicurare un ambiente antidogmatico favorevole a un dibattito scientifico libero, non basato sul “principio di autorità” ma sulle migliori prove ad oggi disponibili, trasparente, esente da conflitti d’interessi.
  • si apra un confronto approfondito nelle sedi scientifiche e istituzionali dedicate, a livello nazionale e regionale, senza chiusure pregiudiziali, se possibile indicendo una Conferenza di Consenso aperta a un libero confronto di posizioni scientifiche, che metta al tavolo tutti i soggetti competenti e portatori di interessi.
  • la vaccinazione antinfluenzale continui a essere offerta in modo gratuito a categorie a rischio e quando liberamente richiesta, purché tutti siano informati in modo completo ed equilibrato delle incertezze scientifiche esistenti, per consentire un vero consenso informato, principio cardine per qualsiasi intervento sanitario.
[1]https://www.scienzainrete.it/articolo/ha-senso-estendere-vaccinazione-antinfluenzale/simonetta-pagliani/2020-06-18
[2]https://www.sostenibilitaesalute.org/la-vaccinazione-antinfluenzale-estesa-alla-popolazione-e-resa-obbligatoria-puo-risultare-piu-dannosa-che-utile-comunicato-stampa-del-16-giugno-2020/

 

Vaccinazione antinfluenzale: le prove scientifiche

Da sempre l’attività di AURET è stata incentrata nella tutela di diritti e libertà fondamentali e quindi nella lotta contro malasanità, malaffare, conflitti d’interessi, disinformazione istituzionale e, purtroppo, anche contro normative incostituzionali e discriminatorie fondate su menzogne medico-scientifiche e giuridiche; nel fare ciò, a differenza di altri, abbiamo puntato sempre sulla “qualità” del lavoro preferendo:

-. Ricercare e diffondere articoli scientifici pubblicati sulle più importanti riviste e reperibili attraverso i più noti motori di ricerca a partire da Pubmed;

-. Verificare sempre preventivamente le notizie di stampa da pubblicare;

-. Fornire sempre – unici in un desolante panorama di sciocchezze messe in giro da sedicenti “giuristi” da social come da discutibili “professionisti” – precise e puntuali indicazioni giuridiche al fine di consentire alle persone di respingere i molteplici attacchi ai loro diritti ed alle loro libertà evitando di incorrere in guai ulteriori e più seri così come è accaduto in passato coi TdM in giro per l’Italia e più recentemente a problematiche amministrative e penali a Rimini, Pesaro etc;

-. Fornire Linee Guida, modulistica ed informazione tramite social.

Quanto sopra ci ha permesso da una parte di riuscire a contrastare concretamente gli attacchi portati a bambini e famiglie da istituzioni corrotte e dall’altra di venire riconosciuti come validi interlocutori sia sul piano medico-scientifico, che giuridico.

Dopo aver sempre combattuto la degenerazione vaccinale e già evidenziato negli anni scorsi gli studi scientifici relativi all’inutilità/dannosità delle vaccinazioni in genere, specie antinfluenzali, nei confronti degli over 65 anni, nell’autunno 2019 avevamo sollevato il problema legato all’imponente campagna vaccinale antinfluenzale (oltre 140.000 dosi) operata in Lombardia e nel febbraio 2020 avevamo evidenziato l’esistenza di studi scientifici che facevano riferimento al problema della cd “Interferenza virale” e quindi avviato un’indagine tra associati e conoscenti medici, paramedici e ricoverati in ordine alle reali cause dei molteplici decessi verificatisi in quello che abbiamo definito il “Triangolo delle Bermuda lombardo” raccogliendo dati importanti in ordine ad una possibile correlazione come concausa delle vaccinazioni nei decessi stessi.

Tutto ciò, non è passato inosservato agli occhi degli “esperti”: mentre quelli “finti”, al soldo di big-pharma e di interessi economici che nulla hanno a che vedere con la salute dei cittadini, hanno fatto apparentemente finta di nulla cercando in silenzio di ostacolare, anche mediante il divieto di effettuazione delle autopsie sui deceduti apparentemente a causa del covid-19, non tanto la nostra ricerca quanto soprattutto l’accertamento di una verità che avrebbe inesorabilmente condannato la loro corruzione da burattini e quella dei loro burattinai, quelli “veri” ci hanno invece contattati per confrontare le reciproche informazioni e dati.

In tale contesto, l’articolo: “Vaccinazione antinfluenzale: che cosa dicono le prove scientifiche” sottotitolo “Vaccinare in modo indiscriminato anziani, gravide, bambini e sanitari può risultare più dannoso che utile?” pubblicato nei giorni scorsi da Giovanni Fioriti Editore a firma di alcuni prestigiosi medici già noti per la loro indipendenza ed onestà intellettuale come Alberto Donzelli, Paolo Bellavite etc. è solo l’ultimo dei lavori di ricerca della della verità ai quali abbiamo contribuito, ancorché in minima parte.

Nel presentarlo ai nostri associati e simpatizzanti dopo averlo ricevuto in anteprima dagli autori e nell’invitare gli stessi a leggerlo con estrema attenzione ed a diffonderlo tra tutti gli interessati e soprattutto tra medici e paramedici, ci permettiamo di segnalarne alcuni passaggi delle conclusioni che riteniamo fondamentali in ordine all’applicazione pratica in medicina del Principio di Precauzione  del Primum non nocere:

“Quando si decide un provvedimento di sanità pubblica, destinato a individui “sani” (…), ancor più se generalizzato, e a maggior ragione se vincolante, vale la lezione di un maestro di epidemiologia (Rose 1992): una “misura preventiva di massa del 2° tipo” che consiste nell’“aggiungere qualche altro fattore artificiale nella speranza di fornire una protezione […] Comprende l’uso di farmaci […], le vaccinazioni e l’impiego di dosi non fisiologiche di sostanze naturali […] Non si può presumere a priori che queste misure siano sicure, dunque le prove del beneficio e in particolare della sicurezza dovranno essere stringenti. Ciò esclude di fatto l’impiego di questo tipo di misure, salvo là dove il vantaggio offerto sia piuttosto grande, ad esempio in gruppi ad alto rischio, o per rischi comuni o gravi. Esse si possono applicare a una condizione: che i destinatari siano informati degli aspetti noti così come delle incertezze…”. “Questa lezione vale anche per la vaccinazione antinfluenzale. Al di fuori di gruppi ad alto rischio con solide prove di benefici netti (…), per la generalità di anziani, (adulti e) donne gravide, bambini e personale sanitario vi sono ancora sostanziali incertezze sul bilancio tra possibili benefici e danni”.

Da parte nostra, concordiamo con gli autori in ordine al fatto che “aprire la discussione, con l’onere della prova, su “verità” date per scontate e paradigmi non sia un atteggiamento antiscientifico, anzi riteniamo che sia una condizione per lo sviluppo della scienza. Riteniamo che i rappresentanti politici abbiano la responsabilità di assicurare un ambiente antidogmatico favorevole a un dibattito scientifico libero, trasparente, esente da conflitti d’interessi, che metta un impegno razionale nel risolvere i problemi tenendo conto di priorità basate sui dati” e soprattutto sul fatto che “In attesa che ampi RCT pragmatici, indipendenti da sponsor commerciali, con gruppi di controllo appropriati e follow-up esteso, chiariscano se vi siano benefici netti e la loro entità per le popolazioni cui questa vaccinazione è proposta, le prove scientifiche qui documentate consigliano di rinunciare all’obbligo e una moratoria sull’estensione della vaccinazione” per cui “Si ritiene che l’antinfluenzale possa ancora essere offerta in modo gratuito a coloro che liberamente la richiedono, purché siano informati in modo bilanciato delle incertezze esistenti, per consentire davvero una scelta e un consenso informati, principio cardine per qualsiasi attività sanitaria, che ne costituisce la legittimazione (Lavra 2017)”.

Quanto sopra, in barba agli atteggiamenti antiscientifici, antigiuridici, incostituzionali e financo illogici portati avanti da sedicenti “Patti per la (anti) scienza”; perché anche in questo, noi siamo diversi, molto diversi e ce ne vantiamo!

LIBERTÀ!!!

AURET, il presidente

 Avv. Roberto Mastalia

 

 

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