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Importanza dell’alimentazione nel trattamento dell’autismo del Dott. Zaccagna

Il presente lavoro è nato dalla necessità di portare un contributo allo studio della sindrome dello spettro autistico (ASD) e suggerire una strada da percorrere alle famiglie e agli operatori del settore. L’osservazione dei miglioramenti ottenuti in tutti i casi trattati è senza dubbio il fattore che ha reso doverosa la compilazione di tale pubblicazione, pur senza nulla togliere all’impegno, alle metodiche ed alla validità di tante persone che quotidianamente si dedicano al sostegno ed al ricupero dei casi loro assegnati, quanto piuttosto di ottimizzare, con il miglioramento della funzionalità assimilativa intestinale, il successo delle terapie psico-comportamentali.

L’ottica da cui partiamo, è quella di considerare l’alterazione della funzione intestinale come importantissima concausa nell’insorgenza e nell’evoluzione della ASD in quanto essa potrebbe essere strettamente correlata alla reiterazione di un danno metabolico-alimentare nell’assimilazione enterocitaria, come si verifica abitualmente nelle forme di malassorbimento, pur differenziandosi da questo nelle classiche sindromi conosciute (celiachia, sprue, Crohn, radiazioni, etc.). In tale convinzione siamo sostenuti da dati di laboratorio sull’esame delle feci, con la ricerca della tipologia e della quantità dei microbioti, di sostanze impropriamente indigerite (amidi, zuccheri, grassi, proteine, etc.), della quantità di zonuline e di calprotectine, esami questi eseguiti all’inizio del trattamento nutrizionale e controllati periodicamente nei tempi successivi. In effetti il dato che ci conforta è quello di aver notato che ad un miglioramento della funzione assimilativa (normalizzazione dell’alvo, ricupero ponderale, trofismo cutaneo, etc.) corrispondeva di solito un evidente progresso del comportamento, della socializzazione e della verbalizzazione.
La nostra procedura segue i dettami della scuola torinese del Dr. Federico Balzola, autore di diverse pubblicazioni sulla relazione tra intestino e autismo, di quella romana dei Proff.
Giovanni e Antonio Gasbarrini, di quella americana di Baltimora del Dr. Alessio Fasano e di tanti altri ricercatori che hanno dimostrato, anche se in via cautelativa, la diretta relazione tra un danno di permeabilità intestinale e ASD.
Prima di iniziare l’esposizione della nostra metodologia, riteniamo doveroso fare un breve cenno alla funzione dell’intestino ed ai suoi stretti legami con tutti gli organi e
con il cervello in particolare, tralasciando volutamente ogni riferimento alle varie definizioni della ASD stessa.
 
Al seguente link è possibile scaricare l’articolo completo del Dottor Carlo Alberto Zaccagna sottoposto alla nostra attenzione. Ne condividiamo e diffondiamo i contenuti poichè sono in linea con ciò che sosteniamo da anni.

Ciò che non può essere brevettato (prodotti naturali, terapie manuali, esercizio fisico, alimentazione, meditazione, terapie psicologiche, etc.) non viene prescritto dai Medici

Intervista al Professor Bottaccioli, presidente e fondatore della SIPNEI (Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia

 

“Il sistema immunitario è influenzato dalla Psiche…

L’iper-specializzazione crea problemi crescenti di diagnosi e cura…

Ciò che prima era visto come apparato a se stante ora determina e si plasma in relazione al resto dell’organismo…

Nella storia recente, la pratica medica, ha dimostrato molte volte che studiare l’organo isolato o agire su determinate molecole singolarmente porta a risultati medici modesti soprattutto nelle patologie croniche..

La ricerca scientifica è pesantemente condizionata dagli investimenti dei produttori di farmaci che .. ha, come scopo, la ricerca di prodotti brevettabili…

Ciò che non può essere brevettato  -prodotti naturali, terapie manuali, esercizio fisico, alimentazione, meditazione, terapie psicologiche etc (e soprattutto, aggiungiamo noi di Auret, rimedi non farmaceutici) – non entra nei disegni di ricerca, non viene studiato e così non entra nei protocolli di cura…

La farmacologia non può essere l’unico approccio, per questo spesso dà risultati modesti.

Solo con questo approccio si possono raccogliere dati più completi (anamnesi), osservare l’insieme delle manifestazioni e proporre una cura a misura del paziente.

Questo confligge apertamente con il sistema di ricerca scientifica odierno, con il plateale conflitto d’interessi degli organi regolatori istituzionali che stilano le linee guida.

Chi deve valutare l’immissione in commercio dei farmaci è salariato per l’80% da chi produce farmaci.”

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