Nuova pubblicazione scientifica conferma importanza dei test pre-vaccinali

Uno studio dimostra che anche la mutazione del gene SCN2A predispone ai danni neurologici della vaccinazione MPRV.

È quanto emerge da un recente studio che conferma l’importanza (in casi come questi) dei test pre-vaccinali.

 

Gli studiosi hanno rilevato che le mutazioni del gene SCN2A sono associate ad uno spettro clinico eterogeneo, che può includere anche l’epilessia e l’autismo. Nello studio è stato identificato un fenotipo particolare associato ad un peggioramento dell’atassia correlata alla vaccinazione.

 

Gli studiosi hanno esaminato il caso di una famiglia con tre individui affetti da atassia episodica associata a SCN2A (EA), con compromissione dello sviluppo del linguaggio. Il paziente di riferimento ha manifestato il suo primo episodio all’età di 12 mesi, 3 settimane dopo le vaccinazioni per morbillo, parotite, rosolia e varicella.

La risonanza magnetica ha mostrato una lesione dell’emisfero cerebrale sinistro, che è stata inizialmente considerata come una potenziale causa dell’atassia. Il paziente ha recuperato completamente nel giro di tre settimane, ma ha sviluppato tre episodi molto simili di atassia transitoria nei successivi 24 mesi. È stata riscontrata una mutazione autosomica dominante eterozigote in SCN2A (NM_021007, c.4949T> C; p.L1650P), che è stata confermata nella madre e identificata in seguito anche nel fratello minore che ha sviluppato il primo episodio di atassia.

Bibliografia

Fazeli, Walid, et al. “Dominant SCN2A Mutation Causes Familial Episodic Ataxia and Impairment of Speech Development.” Neuropediatrics (2018).

 

FONTE

IL TRADIMENTO DI IPPOCRATE-La medicina degli affari

IL TRADIMENTO DI IPPOCRATE – La medicina degli affari

di Domenico Mastrangelo (Medico, Ematologo, Oncologo, Oftalmologo, Ricercatore UniSi, Master in Farmacologia)

Edizione Luglio 2010

Lo scopo principale di questo libro è informare la gente. Questo, che è sempre stato un dovere professionale di ogni medico, oggi diventa anche un dovere morale, perché i contenuti dell’informazione sono spesso fatti gravi e potenzialmente lesivi dell’incolumità e dell’integrità del malato che si affida ignaro.

Purtroppo, la Medicina Moderna si è trasformata in una sorta di braccio armato a difesa degli interessi economici di una industria che prospera sulle precarie condizioni di salute della gente.

Domenico Mastrangelo fa una analisi tanto lucida e concreta quanto drammatica della situazione in cui siamo caduti, ma il Lettore capisce chiaramente che questa analisi non è un atto d’accusa, ma un atto d’amore nei confronti della vera Medicina. Infatti, travolta dalla potenza economica dell’industria farmaceutica e dei suoi interessi, la Medicina Moderna è troppo spesso al servizio del ‘business’ più che della gente e nessuno che ami veramente questa professione può e deve tollerare una simile situazione.

È quanto hanno fatto grandi geni della Medicina come Benveniste, Bates, Bechamp, Duesberg, che hanno pagato di persona il loro amore per la verità e per la giustizia e che per questo l’Autore definisce “Eroi dimenticati della Medicina”.

È una lettura affascinante che insegna ad orientarsi e a difendersi da imbrogli che ad alcuni pazienti possono costare veramente cari.
Fonte
http://www.librisalus.it/libri/tradimento_ippocrate.php

Lo scopo principale di questo libro è informare la gente. Questo, che è sempre stato un dovere professionale di ogni medico, oggi diventa anche un dovere morale, perché i contenuti dell’informazione sono spesso fatti gravi e potenzialmente lesivi dell’incolumità e dell’integrità del malato che si affida ignaro. Purtroppo, la medicina moderna si è trasformata in una sorta di braccio armato a difesa degli interessi economici di una industria che prospera sulle precarie condizioni di salute della gente. L’autore fa una analisi tanto lucida e concreta quanto drammatica della situazione in cui siamo caduti, ma il lettore capisce chiaramente che questa analisi non è un atto d’accusa, ma un atto d’amore nei confronti della vera Medicina. Infatti, travolta dalla potenza economica dell’industria farmaceutica e dei suoi interessi, la medicina moderna è troppo spesso al servizio del “business” più che della gente e nessuno che ami veramente questa professione può e deve tollerare una simile situazione.

Disponibile anche su
https://www.amazon.it/gp/product/B07J68GGPF/ref=as_li_tl…#

Pericolo Alluminio nei vaccini pediatrici-Due nuove evidenze scientifiche

Due recenti articoli pubblicati sul “Journal of Trace Elements in Medicine and Biology” e sul “Journal of Inorganic Biochemistry” – ripresi anche da Science Direct – focalizzano sulla questione della sicurezza delle dosi di alluminio adiuvante, sottoforma di nanoparticella, nei vaccini ad uso pediatrico.

Vi proponiamo la lettura di sintesi riportata sul sito dell’Ordine Nazionale dei Biologi.

Australia: Case farmaceutiche finanziano i partiti politici

Big Pharma dona milioni di dollari a entrambe le parti politiche australiane, le aziende farmaceutiche impiegano un gran numero di lobbisti e la loro influenza contribuisce a determinare i prezzi elevati dei farmaci in Australia. È quanto riferisce il The Guardian in un articolo in cui si legge che circa 72 distinte aziende farmaceutiche impiegano lobbisti pagati per influenzare la politica e le decisioni del Governo.

Un’analisi dei dati sulle donazioni mostra che tra il 1998-99 e il 2016-17 le aziende farmaceutiche hanno donato 4,7 milioni di dollari ai partiti liberali, nazionali e laburisti. Ventidue delle 72 compagnie che hanno ingaggiato lobbisti hanno anche fatto donazioni politiche in Italia negli ultimi 19 anni. Le donazioni hanno raggiunto il picco nell’anno finanziario 2013-14, che ha coinciso con le Elezioni federali del 2013.

Le grandi case farmaceutiche hanno un interesse finanziario significativo nel modo in cui il governo si comporta, in particolare per quanto riguarda le decisioni e le politiche che riguardano i prezzi dei medicinali o i processi di approvazione per i nuovi farmaci.

Un ex segretario del Dipartimento federale della sanità, Stephen Duckett, ora uno dei principali medici ricercatori al Grattan Institute, ha affermato che l’industria farmaceutica è “estremamente potente” e ha un’influenza significativa sul governo.

L’anno scorso Duckett ha pubblicato un rapporto dal quale emerge che i prezzi dei farmaci in Australia sono significativamente più alti che all’estero e che gli australiani pagano circa 500 milioni di dollari ogni anno per i farmaci generici.

Duckett ha affermato che l’influenza dell’industria farmaceutica ha chiaramente contribuito all’aumento dei prezzi dei farmaci“Non posso dire come lo fanno, ma impiegano molte persone, si muovono in Parlamento e così via. Tutto quello che posso vedere è il risultato, ossia che finiamo per pagare di più. Abbiamo politiche progettate per adattarsi a loro piuttosto che per soddisfare il consumatore o il contribuente”.

Fonte

Lo scandalo del farmaco anti-epilettico Depakin che nessuno conosce

Nell’autunno 2014, l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) emettono una nota1-2 riguardante il rischio di esiti avversi della gravidanza correlato ai farmaci contenenti valproato, il principio attivo del Depakin.

Da allora nelle avvertenze speciali della scheda tecnica del farmaco3 si legge: “non deve essere utilizzato in bambine, adolescenti, donne in età fertile e donne in gravidanza, a meno che i trattamenti alternativi siano inefficaci o non tollerati, a causa del suo elevato potenziale teratogeno e del rischio di disturbi dello sviluppo in neonati esposti in utero al valproato […] Le donne in età fertile devono usare una forma di contraccezione efficace durante il trattamento ed essere informate dei rischi associati all’uso durante la gravidanza”. Quali sono questi rischi? I bambini esposti al valproato in utero sono ad alto rischio di gravi disordini dello sviluppo (che si verificano in circa il 30-40% dei casi) e/o di malformazioni congenite (in circa il 10% dei casi).

Il valproato

Autorizzato al commercio dal 1969 in Francia e nel 1978 in USA, è probabilmente l’antiepilettico più prescritto al mondo e si stima che oltre un milione di persone lo usino ogni giorno. È indicato nel trattamento delle epilessie generali e parziali, nel trattamento di episodi di mania correlati al disturbo bipolare quando il litio è controindicato o non tollerato, ed è frequentemente usato off-label nella profilassi dell’emicrania. Il problema degli antiepilettici in gravidanza è quello di pesare attentamente i rischi e i benefici del trattamento: da un lato una crisi epilettica è rischiosa per il feto, dall’altro è aumentato il rischio di malformazioni nelle donne che assumono in gravidanza un qualsiasi antiepilettico (intorno al 6%, circa il doppio del rischio di base). Ma dal 2014 l’EMA ha chiarito che il rapporto beneficio-rischio dell’acido valproico è il peggiore rispetto agli altri antiepilettici.

Lo scandalo che nessuno conosce

L’aspetto che nessuno conosce della storia del valproato riguarda il ritardo sia delle agenzie regolatorie preposte al controllo, sia della Sanofi, titolare dell’autorizzazione alla commercializzazione. L’allerta è infatti stata lanciata dalle associazioni fondate dai genitori delle vittime che hanno combattuto per gettare luce sullo scandalo. Il merito maggiore è di Marine Martin, 46 anni oggi e dall’età di 6 anni in trattamento con Depakin per epilessia. Nel 1998, prima della prima gravidanza, chiede al suo neurologo, al suo medico di famiglia e alla sua ginecologa se il trattamento può causare problemi. Tutte le dicono di no, tranne che poteva esserci un rischio dell’1% di spina bifida. Marine Martin continua ad assumere acido valproico durante la gravidanza e Salomé nasce senza spina bifida. Nel 2002 nasce Nathan, il secondo figlio, che sin dai primi mesi presenta un ritardo dello sviluppo. É quasi per caso che la signora Martin anni dopo, in una assolato pomeriggio del 2009, navigando su internet e cercando “farmaci pericolosi per la gravidanza” incespica sul sito del Centro di Riferimento Agenti Teratogeni4, e scopre che nella lista dei farmaci causa di teratogenicità ci sono in ordine di importanza l’isotretinoina e l’acido valproico. Di lì un link la conduce al sito dell’associazione delle vittime degli antiepilettici5. Nessuno le aveva detto nulla, non era stata informata, la colpa non era sua, ma del farmaco. É da quel giorno che la signora Martin decide di battersi perché un disastro sanitario di questo genere non si ripeta. Nel 2011 raduna intorno a sé altri genitori di vittime del valproato in un’associazione, l’APESAC6 e insieme a loro intenta una causa collettiva contro la Sanofi, che sta ancora proseguendo, per mostrare che i dati c’erano ed erano chiari: i primi dati che riguardano la teratogenicità del valproato risalgono agli anni ’80, 934 sono le pubblicazioni su gravidanza e acido valproico pubblicate su Medline, con studi che sin dal 2001 mostrano una maggiore incidenza di ritardo dello sviluppo cognitivo e motorio nei figli delle donne che hanno assunto valproato in gravidanza (Tabella 17).

In Francia la storia di Marine Martin ha fatto scorrere fiumi di inchiostro8, ha provocato inchieste parlamentari e ha condotto alla creazione di un fondo di indennizzo destinato alle vittime del Depakin votato all’unanimità dal parlamento francese il 15 novembre 2016. Si tratta di un fondo di risarcimento di 10 milioni di € per il primo anno, garantito dallo stato e che dovrebbe essere rimborsato da Sanofi, con cui lo stato francese vuole porre rimedio ai danni ed assumersi le sue responsabilità nel ritardo dell’allerta.

E in Italia?

In Italia se ne è parlato molto poco e sono ancora meno coloro che conoscono la storia nei dettagli che chi vuole approfondire può trovare in questo libro10. La stima delle vittime del Depakin per la Francia e l’Inghilterra è nell’ordine delle migliaia, eppure, secondo i dati di alcune indagini che si sono svolte tra il 2015 e il 2017, tra le donne in età fertile che assumono il valproato non è a conoscenza dei rischi del farmaco per il feto rispettivamente il 28% delle donne inglesi,11 il 41% delle tedesche12 e il 59% delle croate.13 In Italia nel 2016 l’AIFA e la Sanofi hanno prodotto del materiale da distribuire agli operatori sanitari14 e alle donne15-17. Ma quante donne hanno ricevuto l’opuscolo informativo? Quante hanno firmato il modulo di accettazione del rischio e quanti medici ne hanno una copia conservata in cartella? Nel marzo 2018, preso atto che le donne in età fertile sono ancora troppo poco informate, l’EMA ha emesso una seconda nota18 che rinforza le misure per evitare l’esposizione al valproato in gravidanza19. Oggi più che mai è necessario garantire che tutte le pazienti di sesso femminile in Italia in trattamento con specialità contenenti valproato (Tabella 2) siano informate e abbiano compreso chiaramente:

  • i rischi associati all’uso del valproato in gravidanza;
  • la necessità di adottare un metodo contraccettivo efficace;
  • la necessità di una consulenza immediata in caso di pianificazione di una gravidanza o in caso di gravidanza.

Luca Iaboli

  1. PRAC recommends strengthening the restrictions on the use of valproate in women and girls. 10/10/ 2014 http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Press_release/2014/10/WC500175208.pdf
  2. Nota Informativa Importante sui farmaci contenenti valproato (5/12/2014): http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/NII_Valproato.pdf
  3. Riassunto delle caratteristiche del prodotto dal 5/12/2014: http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Annesso1_Valproato.pdf
  4. CRAT – Centre de référence sur les agents tératogénes. http://lecrat.fr
  5. OACS – Organisation for Anti-Convulsant Syndrome. https://www.oacscharity.org
  6. APESAC : Association d’Aide aux Parents d’Enfants souffrant du Syndrome de l’Anti-Convulsivant. https://www.apesac.org/
  7. Fundacio Institut Catala de Farmacologia. Depakine, l’escàndol. No podia callar. Bulletí Groc 2018:31,1
  8. Articoli pubblicati su Le Figaro da Anne Jouan:
  1. Suozzi R. Depakin, un “deformante” travestito da farmaco. CONTROPIANO 5 settembre 2016 http://contropiano.org/contropianoorg/aerosol/2016/09/05/depakin-un-deformante-travestito-farmaco-083100
  2. Marine Martin, Clotilde Cadu. Dépakin, le scandale. Edizione Robert Laffont, 2017 https://www.epilepsy.org.uk/news/news/almost-one-fifth-women-taking-sodium-valproate-epilepsy-still-not-aware-risks-pregnancy
  3. Dierking C et al. Pregnancy-related knowledge of women with epilepsy – An internet-based survey in Ger-man-speaking countries. Epilepsy Behav 2018;79:17-22
  4. Friedrich L et al. Women with epilepsy in childbearing age: Pregnancy-related knowledge, information sources, and antiepileptic drugs. Epilepsy Behav 2018;80:122-128
  5. http://www.aifa.gov.it/sites/default/file /Opuscolo_informativo_pazienti_valproato.pdf
  6. http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Modulo_Acc_Rischi_valproato.pdf
  7. http://www.aifa.gov.it/sites/default/files/Card_valproato.pdf
  8. New measures to avoid valproate exposure in pregnancy endorsed. 23/3/2018 http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Referrals_document/Valproate_2017_31/Position_pro-vided_by_CMDh/WC500246350.pdf
  9. Angus-Leppan H, Liu R.”Weighing the risks of valproate in women who could become pregnant. BMJ 2018;361:k1596

Tabella 1;Tabella 2 http://www.nograzie.eu/wp-content/uploads/2018/07/Lettera 60.pdf

(Fonte: http://www.nograzie.eu/lo-scandalo-del-depakin-che-nessuno-conosce/)

L’aumento di dichiarazioni ambigue sui conflitti di “interesse”.

In un recente editoriale del BMJ,(1) Barbara Mintzes e Quinn Grundy, dell’università di Sydney, Australia, commentano un articolo del Journal of General Internal Medicine che riporta una nuova tendenza nel dichiarare i conflitti d’interesse: l’uso del termine “consulenza gratuita”, sottinteso per l’industria della salute.(2)

Prima del 2000, dichiarazioni di questo tipo erano una o due all’anno; tra il 2012 e il 2014 erano oltre 150 all’anno. Il termine potrebbe nascondere più che rivelare. Forse è vero che il denaro non passa di mano, ma ciò non esclude che per il consulente vi siano altri benefici. Potrebbe esserci il pagamento di un viaggio, compresa l’ospitalità. E potrebbe non trattarsi di episodi isolati. Le somme pagate per questi benefici potrebbero essere importanti. Una ditta australiana, per esempio, ha sborsato 144.000 euro per mandare 9 dermatologi a un congresso a Vancouver, Canada. E anche se cibi e bevande costano poco a persona, provate a moltiplicare per i 116.845 eventi sponsorizzati tra il 2011 e il 2015 in Australia; otterrete una cifra ragguardevole. Inoltre, l’associazione tra sponsorizzazione dell’industria e risultati favorevoli di una ricerca regge anche nel caso di finanziamenti indiretti o apparentemente triviali, come l’offrire un pranzo.

Al momento non ci sono studi sull’effetto delle “consulenze gratuite”. Ma l’effetto potenziale è abbastanza chiaro, e il fatto che siano in aumento deve farci pensare. Sospettare di un editoriale scritto da un ricercatore che dichiara “consulenze gratuite” è più che lecito; il tipo e la direzione del bias potrebbero essere equivalenti a quelli di un autore che dichiara di aver ricevuto dei pagamenti. Si tratta comunque di un termine equivoco, che tende a creare confusione.

Sarebbe preferibile se le riviste chiedessero maggiori dettagli sul tipo di relazione con l’industria a quelli autori che dichiarano “consulenze gratuite”.

Come scrivono nelle loro conclusioni Barbara Mintzes e Quinn Grundy, questo termine merita di essere gettato nel cestino dei rifiuti.

A cura di Adriano Cattaneo

  1. Mintzes B, Grundy Q. The rise of ambiguous competing interest declarations. BMJ 2018;361:k1464
  2. Menkes DB, Masters JD, Bröring A, Blum A. What does ‘unpaid consultant’ signify? A survey of eu-phemistic language in conflict of interest declarations. J Gen Intern Med 2018;33:139-41

(Fonte:  http://www.nograzie.eu/laumento-di-dichiarazioni-ambigue-sui-conflitti-dinteresse/)

GSK e le Autorità Sanitarie falsificano i dati sulle reazioni avverse al vaccino anti-influenza suina H1N1

Un articolo shock pubblicato sul portale “British Medical Journal“, rivista pubblicata con cadenza settimanale nel Regno Unito dalla British Medical Association, mette in discussione la trasparenza delle informazioni relative alla sicurezza del “Pandemrix“. Una serie di rapporti interni di GlaxoSmithKline, scrive il BMJ, suggerirebbero infatti la possibilità che sia emerso un grave “segnale” per quanto concerne la sicurezza del vaccino somministrato durante le campagne del 2009 contro la cosiddetta “influenza suina” H1N1 dichiarata, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, pandemia.